LA MEDITAZIONE BUDDHISTA
Per i buddhisti il Buddha non è un dio o un profeta, ma un uomo che, attraverso un grande sforzo e una continua ricerca, è riuscito a realizzare in se stesso la natura reale delle cose.

Associazione Enosis


Storicamente la meditazione proviene da antichissime tradizioni orientali: la tradizione vedica e quella tantrica dell’India, la tradizione zoroastriana della Persia, la tradizione taoista della Cina, lo zen del Giappone.

Sempre dall’India e di più larga diffusione in occidente, proviene la meditazione buddhista. Il Buddhismo è un ambito in cui le pratiche meditative sono state sviluppate con la massima universalità e libertà dai vincoli dogmatici e religiosi.

La visione buddhista è molto pratica ed essenziale. Siddharta Gautama, il Buddha storico, comprese ed espose le cause della sofferenza umana ed i procedimenti per emanciparsi dalla prigione del dolore. Nei secoli le differrenti tradizioni buddhiste hanno sviluppato questa via, integrandola con altre conoscenze, pur senza snaturarne la semplicità, l’adogmaticità e lo spirito di libertà che l’ha animata sin dal principio.

Per i buddhisti il Buddha non è un dio o un profeta, ma un uomo che, attraverso un grande sforzo e una continua ricerca, è riuscito a realizzare in se stesso la natura reale delle cose.

Per questo la concezione buddhista attribuisce alla meditazione un valore che travalica i contenuti di questa o quella religione, conferendole un’importanza fondamentale per la ricerca interiore e l’autorealizzazione personale di ogni uomo.

La tradizione buddhista può essere differenziata in due grandi correnti: Hinayana e Mahayana. La prima utilizza sistemi meditativi principalmente fondati sull’osservazione dei processi psicofisici, senza interazioni particolari, come ad esempio nella meditazione Vipassana; la seconda ha dato origine a pratiche più complesse in cui sofisticate tecniche di concentrazione e controllo del respiro agiscono sull’energia e sul sistema nervoso, portando il praticante ad esperienze individuali di genere diverso.

Le pratiche meditative buddhiste contengono i presupposti di una visione fondata sul lavoro dell’individuo. L’essere umano operando in se stesso può realizzare lo scopo dell’esistenza: emanciparsi dalla sofferenza e liberarsi dal velo d’illusione che gli impedisce di cogliere la verità in tutte le cose.

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